Terni, la fabbrica del contemporaneo

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Nel centro umbro le strutture industriali disnmesse sono state trasformate in galklerie, caffè letterari e librerie. Tutto nel segno della cultura.

“Terni è bellissima” recita un manifesto nella cittadina umbra che si reinventa, rivitalizza e rinasce a partire dalla cultura. E infatti vecchie fabbriche dismesse sono state recuperate come nuovi spazi per l’arte contemporanea, sono nati caffé letterari con tanto di libreria, ristorante, enoteca e spazio per reading di poesia, al posto delle vecchie botteghe spuntano gallerie d’arte, nell’antico Duomo trovano temporaneamente spazio installazioni e sculture di artisti contemporanei e nell’ospedale sorge un centro europeo all’avanguardia per la ricerca sulle cellule staminali, l’unico del genere in Italia. In più eventi culturali come Es.terni, il Festival Internazionale della Creazione Contemporanea che si tiene da qualche anno nella seconda metà di settembre in varie location, scommette sulla comunità, sulle potenzialità di una città “geneticamente contemporanea, sui cervelli della nostra generazione, intelligenze ancora libere, menti avventurose” come sottolineano gli organizzatori (www.ternifestival.it)
Dopo la grande avventura dell’acciaio, anziché ripiegare sul disfattismo qui è cresciuta la voglia da grande provincia italiana che non si è ubriacata di un benessere rapido e fragile, bensì ha puntato su una nuova struttura urbana a partire dagli spazi pubblici e dai trasporti. E’ bastato ad esempio il lancio del bike sharing per convertire molti all’uso delle due ruote anticrisi e oggi la città è piena di biciclette nuove, vintage o elettriche. L’ex fabbrica chimica Siri poi è stata completamente ristrutturata e appena un mese fa è stato inaugurato Caos, ovvero il Centro Arti Opificio Siri, avveniristico spazio espositivo che punta sulla creatività e dimostra di far leva sulla cultura come motore di sviluppo economico (Viale Campofregoso 98, tel. 0744.285946) www.caos.museum.it). Cosa ospita? Una pinacoteca con opere che vanno dal ‘300 al ‘700 ed una galleria di arte moderna e contemporanea, nonché un piacevole giardino, un bar, un bookshop e sale polifunzionali.
Insomma la città di Mario Ridolfi, architetto che ha disegnato la Terni del dopoguerra con i suoi inconfondibili palazzi di cemento, pietra spongia e ceramica, autore tra le altre architetture anche della monumentale fontana in Piazza Tacito, si è rifatta il look. Ordinata ed effervescente però non dimentica il suo passato tanto che dinanzi alla stazione campeggia una grande pressa che da gigantesca macchina del ciclo produttivo dello storico stabilimento delle Acciaierie Ternane è divenuta emblema del territorio, testimonianza dell’ingegno e del lavoro di una comunità e pregevole esempio di salvaguardia dei beni archeologici-industriali.
E se passeggiando si ha l’impressione di una Terni felix dove la qualità della vita è migliore delle metropoli affollate e anonime, per un momento di relax ai tavoli baciati dal sole basta una sosta da Placebo - il bar ristorante di fronte alla Biblioteca Comunale con tanto di libreria annessa - oppure un pranzo alla vecchia Trattoria da Alfio per mangiare specialità ternane come le “ciriole” una pasta a base di acqua e farina condita con pomodoro piccante e funghi accompagnata dalla pizza cotta sotto al fuoco della brace. Vale una visita la galleria d’arte contemporanea Ronchini, proprio di fronte al Duomo (tel. 0744.423656. www.ronchiniarte.com) e subito dopo basta allontanarsi dal centro per trovare una natura intatta come quella delle Cascate delle Marmore con la Valnerina a fare da speciale contorno. Verso Narni, ad appena 7 chilometri da Terni, con una notte alla dimora di charme Torre Palombara, nella quiete del parco ombreggiato da alberi secolari o immersi nella splendida piscina, ci si lascia alle spalle qualunque stress. 

testo di Loredana Tartaglia - fotografie di Gilberto Maltinti PARIOLI_FOTOGRAFIA
a cura di www.pariolifotografia.it

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