Anversa, Belgio

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Un nuovo palazzo di giustizia disegnato da un grande architetto come Richard Rogers , un museo per l’arte contemporanea il “Muhka” che festeggia proprio a giugno i suoi primi ventanni di attività, il “MoMu” Museo della Moda con una retrospettiva dedicata a un enfant prodige del fashion e del design di nome Bernard Willhelm, uno spazio museale all’avanguardia come il FotoMuseum interamente dedicato alla fotografia e il Flanders Fashion Institute (FFI) una scuola di moda che contende il primato alla St. Martin di Londra. E non è tutto. Anversa ad appena 47 km da Bruxelles, da molti conosciuta per le sue intense attività industriali e portuali che la rendono il secondo scalo marittimo d’Europa e per la lavorazione e il commercio dei diamanti, è oggi sempre più una città sospesa tra arte, moda e design. Porto di rilevanza mondiale, atmosfera decisamente internazionale, la città deve la maggior parte delle sue passate fortune proprio alle attività commerciali derivanti dalla vantaggiosa posizione geografica, da sempre una cerniera tra il bacino mediterraneo e quello baltico, sulle rive della Schelda, a circa 90 km dal Mare del Nord. Crocevia di culture e commerci è “centro globale del mercato dei diamanti con i 4/5 del mercato mondiale che passa per questa città del Belgio che ha mezzo milione di abitanti, ma anche capitale del fashion oltre Milano e New York” come ha scritto recentemente il New York Times. Eh sì, perché che una delle accademie più prestigiose per gli stilisti, il Flanders Fashion Institute, ha sede in questa città fiamminga, in pieno centro sulla Nationalestraat. Stilisti di grido che hanno conquistato le passerelle di tutto il mondo come Dries Van Noten, Martin Margiela, Anne Demeulemeester o Dirk Bikkembergs sono usciti da qui, da questa “scuola di Anversa” del fashion. Ma anche i nuovi talenti come Bernhard Willhelm, ex ragazzo di bottega di Alexander Mc Quenn e ora outsider che ha conquistato Parigi al quale il MoMu, il Museo della Moda disegnato dall’architetta belga Marie José Van Hee, inaugurato nel settembre 2002 sulla Nationalstraat (d.r. la grande arteria dove strizzano l’occhio tutte le vetrine dei grandi stilisti) dedica una grande mostra dal titolo “Het Totaal Rappel” dal 13 luglio al 27 gennaio 2008 con ben 1077 pezzi delle sue creazioni! Insomma i belgi hanno il pallino per lo stile e si vede perché questa città già petillant d’idées non cessa di stupire. Pesantemente bombardata nel 1944 e quasi interamente ricostruita, ancora oggi dimostra un grande interesse per il design, l’arte contemporanea e l’architettura. A cominciare dal nuovo palazzo di giustizia costruito nella zona sud della città, o meglio “zuid” come lo chiamano qui. E’ l’architetto americano ad aver messo messo la sua firma su questo edificio avveniristico, senza manierismi, maestoso e delicato, inaugurato appena da un anno. I sei tetti a forma di conchiglia ricoperti esternamente in acciaio inossidabile dello spessore di 0,4 mm svettano nello skyline conferendo alla superficie una brillantezza e un gioco di colori singolare dovuto alla scomposizione della luce sull’inox. Davanti un’imponente scala di 42,40 metri di lunghezza e 14,80 metri di larghezza - facilmente riconoscibile dal suo colore giallo flou - conduce alla porta d’entrata, mentre tutto intorno la Bolivarplaats e l’Amerikalei, la piazza e il grande viale di fronte, continuano rapidamente a cambiare volto con l’apertura frenetica di cocktail bar e ristoranti di design, mini hotel boutique con poche stanze chic, negozi à la page di accessori per la casa e l’abbigliamento. Negli ultimi tempi sono fiorite anche gallerie d’arte contemporanea nel quartiere Zuid e quella che merita senz’altro una visita è la Zeno X Gallery di Frank Demaegd (Leopold De Waelplaats 16, tel. 0032-3-2161626. www.zeno-x.com) a una manciata di passi dal nuovo Palazzo di Giustizia, dove le esposizioni sono sempre un rendez vous immancabile per esperti, appassionati d’arte e intellighenzia radical chic. Sempre sul versante dell’arte contemporanea la recentissima riapertura della caffetteria e della bella terrazza del Museo di arte contemporanea (il Mukha) nonchè i festeggiamenti per il ventennale del museo aperto nel 1987, sono stati il pretesto per l’inaugurazione in grande stile della mostra “Jubilé” che fino al 7 novembre riunisce una serie di esposizioni e accende i riflettori sulle nuove collezioni del Museo. E se gli appassionati di fotografia non si lasciano mai sfuggire il FotoMuseum dove ora sono esposti i migliori clic del fotografo Herman Selleslags fino al 9 settembre con una mostra dal titolo “Archief 07”, chiunque può assaporare una passeggiata nella Kloostersstraat, la strada del brocantage e dell’antiquariato dove l’8 luglio, il 9 settembre e il 9 dicembre prossimi si svolge un mercatino divertente, il “Markt Van Morgen”, frequentato prevalentemente da under 40. Con tanto di musica mixata dai dj all’aperto e tea room arrangiata sotto una tenda con mobili scompagnati e sedie di modernariato, qui i giovani creativi espongono le loro creazioni a cominciare dai bijoux design fino ai mobili per le camere dei bambini o all’abbigliamento vintage, così trendy da sembrare irrinunciabile. La Kammenstraat dalla parte opposta della Nationalstraat pullula di negozi dedicati allo street wear mentre più in là la Meir è la strada dello shopping per definizione dove tutti passeggiano nell’isola pedonale tra store monomarca e grandi caffè. Alzando gli occhi si intravede la guglia della Cattedrale (la Onze-Lieve-Vrouwekathedraal) affacciata sulla bellissima piazza Grote Markt insieme ad altri edifici tardogotici, mentre sulla Pelikaanstraat, la via del quartiere ebraico zeppa di gioiellerie, si affollano i lèche-vitrines. Proprio di fronte alla stazione centrale alcune enormi sculture di elefanti in legno annunciano l’entrata dello Zoo, uno dei più antichi del mondo, mentre di fronte si staglia la sagoma di un albergo disegnato da Michael Graves. Sembra proprio l’ennesima conferma di una città sospesa tra passato e futuro nella quale si incrociano di continuo storia, design, eleganza, glamour e lati extra. O meglio, extraordinari.

testo di Loredana Tartaglia - fotografie di Gilberto Maltinti PARIOLI_FOTOGRAFIA
a cura di www.pariolifotografia.it


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