Tour attraverso i musei arte contemporanea in Italia

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Il Museion, un cubo avveniristico dedicato a opere moderne e contemporanee, aperto nel maggio scorso a Bolzano. I poli espositivi di Trento e Rovereto. Il castello di Rivoli passato da residenza sabauda a museo d’arte contemporanea. Un mattatoio o vecchie caserme di Roma riconvertite a spazi artistici. Insomma quasi una ventina di istituzioni museali dedicate all’arte contemporanea sono ormai sparse nel territorio italiano, dal Friuli al Piemonte, dalla Lombardia alla Toscana, dal Lazio alla Sicilia.
Se nel ‘700 l’Italia era la meta del Grand Tour, il viaggio di formazione per eccellenza degli intellettuali, oggi si può parlare di un nuovo Tour, vivace e contemporaneo rispetto alla tradizione classica, ma altrettanto importante. Ecco perché un itinerario, forse unPetit Tour, attraverso le piccole e grandi realtà dedicate all’arte contemporanea nella penisola a partire dall’ultimo inaugurato in ordine di tempo, il Museion di Bolzano (www.museion.it) con una architettura futuribile composta da un grande cubo in vetro e acciaio dello studio KSV – acronimo che sta per gli architetti Krueger, Schubert e Vandreike di Berlino - dove le facciate di testa, con la loro trasparenza, mettono in comunicazione il centro storico con la città nuova. Fino a gennaio 2009 è ospitata la mostra “Sonic Youth etc: Sensational Fix” dove si indaga nella relazione tra la storica band, nata nel 1981, con artisti, scrittori, film-maker, designer ed altri musicisti.
L’impatto visivo è forte anche al Mart di Rovereto (www.mart.trento.it) dove la sensazione è quella di essere al di sopra di una scena teatrale. Se si ha la fortuna di visitarlo in una bella giornata di sole, si apprezzeranno particolarmente i giochi di luce che crea la grande cupola di copertura che ha una superficie di 1300 mq con un’altezza di 25 metri per un diametro di 40. Il 2008 ha visto arrivare qui la preziosa raccolta dell’Israel Museum di Gerusalemme che per la prima volta è uscita dai confini e si è spostata all’estero ma al Mart la collezione permanente offre anche l’arte del ‘900 dai protagonisti del rinnovamento artistico italiano, come de Chirico, Carrà, Morandi, Fontana e Manzoni, all’Arte Povera, alla Pop Art, ai protagonisti della scena artistica internazionale odierna come Vanessa Beecroft, Anselm Kiefer, Dana Schutz, Vik Muniz o Kara Walker.
E se il CAMeC ovvero Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, inaugurato nel 2004 è sorto in un edificio dei primi del Novecento nato come scuola elementare, il Castello di Rivoli (www.castellodirivoli.org) a Torino è sui resti di un antico castello medievale.
Proprietà dei Savoia dal 1280 fu utilizzato per cerimonie di corte di particolare rilievo fino a divenire nel Cinquecento residenza ducale con Emanuele Filiberto. Nel 1718 l’architetto Filippo Juvarra, su incarico di Vittorio Amedeo II e per celebrarne il nuovo titolo di re di Sicilia prima e di Sardegna poi, avviò un grandioso progetto per trasformare Rivoli in una reggia degna di competere con le maggiori residenze reali d’Europa. Ma la Versailles sabauda, per le alterne fortune militari ed anche economiche di Casa Savoia, non venne portata a termine.
Oggi grazie a un prezioso recupero, la scala che distribuisce i vari livelli sospesa nel vuoto, la passerella che sovrapassa una grande volta ottocentesca, la scatola trasparente in acciaio e cristallo che sporge dall’alto della parete rustica, sottolineano la cesura di tempo che separa la realtà di oggi dal cantiere antico. In più in un lungo fabbricato ad un piano di nuova costruzione, in acciaio e vetro, trova posto un bellissimo ristorante affacciato con le vetrate sul panorama che si estende fino alle Alpi.
Ha compiuto i ventanni di attività proprio quest’anno il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (www.centroartepecci) dedicato dal cavalier Enrico Pecci al figlio Luigi e donato alla città. Progettato dall’architetto fiorentino Italo Gamberini nel corso degli anni ha prodotto mostre personali di numerosi esponenti dell’arte contemporanea internazionale, dando spazio alla ricerca artistica e a espressioni fatte di installazioni, fotografia, moda, cinema, costume, architettura e design. A Bergamo è ormai un’istituzione la GAMeC ovvero Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (www.gamec.it) che quest’anno fino all’8 febbraio propone la mostra di Pio Manzù, designer di profilo internazionale, figlio di Giacomo, mentre c’è grande attesa a Roma per la conclusione dei lavori del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo progettata da Zaha Hadid con una struttura in cemento e il tetto interamente in vetro. Entrerà appena inaugurata a buona ragione nel club dei grandi musei contemporanei rappresentato dalla Tate Modern a Londra o dal museo Reina Sofia di Madrid e avrà certamente una dimensione internazionale (www.darc.beniculturali.it/MAXXI). Ma nella capitale ci sono anche il Macro, Museo di Arte Contemporanea in via Reggio Emilia ancora in fase di ristrutturazione con un progetto di Odile Decq e la Macro Future, negli spazi dell’ex mattatoio di Testaccio nonché la storica Gnam, la Galleria Nazionale di Arte Moderna, incastrata tra il quartiere Parioli e Villa Borghese che raccoglie le opere importanti dal Neoclassico, all’800 e al 900 italiano ed europeo, fino alle ultime tendenze contemporanee con quadri da Carrà a Morandi, da Mafai a Burri senza dimenticare Kounellis, Pascali o Pistoletto, esponenti della celebre Scuola di Piazza del Popolo negli anni ’60. A Napoli l’architetto portoghese Alvaro Siza ha trasformato l’antico palazzo Donnaregina in uno splendido e funzionale spazio per l’arte contemporanea: a pochi metri dal tesoro di San Gennaro, opere di artisti come il cavallo in blocchi di tufo alto 4,70 metri di Mimmo Paladino svetta in terrazza mentre nelle sale interne occhieggia “Pavimento” un lavoro di Alighiero Boetti composto da quattordici elementi di eternit (www.museomadre.it).
A Milano oltre il Pac - Padiglione arte contemporanea - entro la primavera del 2011, nell’area dell’ex Fiera, nascerà un nuovo museo di arte contemporanea, firmato da Daniel Libeskind, l’architetto polacco che, assieme a Zaha Hadid e Arata Isozaki, ha ideato le tre torri simbolo di City Life, il nuovo quartiere del capoluogo lombardo. A sud della penisola invece, a Siracusa, nel centro storico di Ortigia, nell’ex convento di Montevergini, la Galleria Civica d’Arte Contemporanea, è un pregevole esempio di promozione artistica che afferma ancora una volta l’esistenza in Italia di piccole e grandi antenne. Che ricevono e trasmettono contenuti di cultura. 


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