APRILE // MAGGIO 2012 - La mossa della torre

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Comprar ruderi e torri in Umbria

Una torre appartenuta alla fine del 1200 al condottiero di Todi Alberico Leoni. Una cinta muraria con tanto di torre difensiva del feudo guelfo dei conti Arnolfi dove nella prima metà del 1500 sostò addirittura papa Clemente VII. Un torrione con mura spesse un metro velato dalla polvere inesorabile degli anni che rievoca un tempo lontano. Due torri affacciate sul lago Trasimeno risalenti al 1372. Da comprare e restaurare per respirare l'antico tra le verdi colline umbre. 
“Andato in archivio uno dei trimestri peggiori dall’inizio della crisi” come sottolinea il primo rapporto Nomisma di marzo 2012 – società che esercita la funzione di osservatorio locale, nazionale e internazionale sui fenomeni economici con sede a Bologna – “l’allentamento della pressione internazionale sul nostro Paese dovrebbe finalmente consentire agli istituti di credito di tornare a sostenere famiglie e imprese a costi più contenuti”. Tanto più nell’acquisto di un edificio storico come una torre, un edificio che guarda lontano e che è visto da lontano. Magnetico per viverci o per trascorrere lunghi weekend tra pievi solitarie e cinte merlate.
“Ritirarsi in una torre come un gentiluomo d’altri tempi è il sogno di tanti” sostiene Luca Giovannelli di Casaitalia International “tant’è che nonostante la crisi alcune zone dell'Umbria non hanno subito grandi flessioni, anzi il mercato degli immobili storici è assai in movimento, si affacciano i primi investitori russi e continuano ad essere incuriositi i canadesi, i nordeuropei e qualche americano”. “In più proprio le torri come molte proprietà vincolate dalle Belle Arti –conclude Luca Giovanelli – godono di agevolazioni per la ristrutturazione”.
Il dato più sorprendente sono i prezzi: 65.000 euro per una piccola torre d’avvistamento su un promontorio roccioso che domina un antico borgo rurale, 80.000 per una torre difensiva incastrata nella cinta muraria di Castel Rinaldi, entrambe completamente da recuperare, fino a 490.000 o 600.000 euro per gioielli medievali già restaurati affacciati magari sul lago Trasimeno con tanto di pietra, alti soffitti con travi in legno e pianelle, finestre e feritoie aperte sul panorama delle verdi colline umbre. Tanto silenziose quanto arcaiche.
Certo, scegliere una torre corrisponde all'esigenza di isolarsi per riappropriarsi di un tempo personale tra ozio e spazio per pensare. Magari rinunciando a qualche comodità e abituarsi a scale e stanze più piccole. Come nel Torrino del Castello di Poggio Alberico, in vendita a soli 245.000 euro per 62 mq su tre piani, compreso in un fortilizio restaurato con cura e attenzione ai materiali, risalente alla fine del 1200. Un giornalista romagnolo appassionato di auto ha acquistato e ristrutturato con sapienza il complesso architettonico, tenendo per sé la torre più grande e mettendo in vendita il torrino, nonché altri due appartamenti, perfetti da utilizzare per vivere en plein air visto che è prevista la costruzione di una piscina e un grande parco in comune. Le stanze sono distribuite su tre piani ma in questo modo ognuno ha il suo spazio privato e si sta insieme senza stare "troppo" insieme.
Decisamente più grandi invece gli spazi della Torre Colombaia e della Torre di Ponente, entrambe affacciate sullo splendido lago di Trasimeno, perfette per chi ama gli sport acquatici e la vela. A pochi passi dallo specchio d’acqua i quattro piani delle due torri, indipendenti l’una dall’altra, sono stati perfettamente restaurati con tanto di camini antichi e grandi finestre affacciate sul panorama. L’ultimo piano della Torre Colombaia è perfetto per ricavare uno studio-pensatoio con tetto mansardato, antichi tiranti in ferro sul soffitto e finestra panoramica sul lago. Qui la forma della torre si compie nel disegno che meglio sa enfatizzare il suo unico carattere: l’altezza. Il prezzo? 490.000 euro.
Via da Cetona o Capalbio in molti già hanno scelto il "cuore verde" come buen retiro. Vedi George Lucas che ha ristrutturato un ex convento dei Cappuccini a Passignano sul Trasimeno, Corrado Augias o Ritanna Armeni che stanno vicino Todi, Mogol a Toscolano col suo Centro Europeo di Formazione dei musicisti, Francesco De Gregori con un casale a Spello, Furio Colombo e i Bertinotti a Massa Martana. Turismo slow, cultura, religione, festival e arte, da godere tra tartufi e vini corposi, appaiono l’ambiente più favorevole perché questa regione mantiene quella misura umana che incanta. Senza spostamenti rapidi sugli aerei o sui treni a alta velocità. Lembo di terra quindi perfetto per scegliere di acquistare una torre dall’aria severa e ristrutturarla secondo gusti ed esigenze. Possono diventare un piccolo pied à terre su più piani sia la Torre Medievale di Castel Rinaldi in vendita a soli 80.000 euro, sia la Torre Acqualacastagna il cui prezzo è 65.000 euro: tutte e due una volta restaurate con l’accortezza di recuperare il più possibile i materiali esistenti, possono diventare l’ideale punto di partenza per escursioni in campagna tra trattorie e ristoranti gourmet, oppure per mattinate culturali a Todi e Spoleto, raggiungibili con mezz’ora di automobile.
 
Si parcheggia la macchina e si sale nella cinta muraria della bellissima Trevi invece, per ammirare dalle finestre della Torre del Glicine, in vendita già restaurata a 600.000 euro, il bel panorama sulla vallata spoletina. Nel giardino ancora da rimettere in ordine, si può ipotizzare di costruire una piscina o una grande vasca idromassaggio per lasciarsi alle spalle qualunque stress con un bagno al tramonto. In più affittare la torre per brevi periodi, quando non si utilizza, a italiani o stranieri – Trevi è molto gettonata tra i borghi umbri – può servire ad abbattere le spese di gestione.
Decisamente più impegnativa ma unica e affascinante la Torre del Falconiere a 10 chilometri da Todi, un alto rudere antico isolato a 400 metri d’altezza che dal Medioevo sopravvive immutato nel tempo in un bosco con tanto di uliveto a perdita d’occhio e ingressi nascosti per renderne difficile l’accesso ai nemici. Il costo? 450.000 euro, compresi i resti delle mura di una chiesa romanica affacciata su tutta la vallata e ben 21 ettari di terra. Da ristrutturare e abitare per sentirsi un vero condottiero di ventura.
Discorso a parte meritano la Torre Granaia (cfr. progetto ristrutturazione pag.  …) o la Torre del Mandorlo, dove nelle proprietà sono compresi anche un casale e alcuni annessi, ideali per ricavare qualche depéndance per ospitare con la giusta privacy gli amici. Si può decidere ad esempio di abitare la torre sfruttando l’altezza recuperando come spazio abitativo le stalle al primo piano, oltre il casale. Oppure, perché no, fare il contrario: trasformare la torre in un b&b di charme con poche camere e nel frattempo ristrutturare il casale per viverci. Una tradizione secolare vede in questa regione con i dolci colli dipinti dal Perugino, una tappa obbligata nel percorso che da Venezia a Firenze portava i viaggiatori e gli eruditi di tutta Europa fino a Roma o a Napoli. L’idea di soggiornare in una antica torre può essere oggi magnetica per tanti viaggiatori. E per reagire a recessione e depressione l’Umbria val bene una torre. 

articolo di Loredana Tartaglia, fotografie di Gilberto Maltinti


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