GIUGNO 2013 // FRITTO IN MARE

<b>Er sor duilio </b> <b>Er sor duilio </b> <b>Romolo al porto anzio </b> <b>Romolo al porto anzio </b> <b>Romolo al porto anzio </b> <b>Romolo al porto anzio </b> <b>Romolo al porto anzio </b> <b>Isola del pescatore</b> <b>Isola del pescatore</b> <b>Isola del pescatore</b> <b>Isola del pescatore</b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b> <b>Il Sanlorenzo </b>
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mangiare a bordo dei pescherecci e gli indirizzi dei migliori migliori che il pesce lo prendono direttamente a bordo.

Hanno un loro peschereccio il “Romolo” che pesca nel mare tra Ponza e Fiumicino i proprietari dell’omonimo ristorante Romolo al Porto a Anzio. I patron sono i fratelli Walter e Marco Tullio Regolanti, figli del Romolo dell’insegna che ancora oggi supervisiona tutto con la moglie Maria Luisa. “Il nostro peschereccio – spiega Walter Regolanti pesca sia sottocosta, oltre le 3 miglia previste dalla legge e i pescatori riportano mazzancolle, seppie, orate, saraghi, fragolini, sia a 35 miglia dalla costa e facendo pesca d’altura si prendono scampi, gamberi gobbetti, gamberi rossi perché i crostacei stanno a 300 metri di profondità”. “E’ per questo – aggiunge – che i crostacei costano di più perché per andare molto al largo si impiegano più benzina e più tempo”. Ogni giorno all’alba o verso le 18 del pomeriggio la barca rientra con ciò che ha concesso il mare e appena seduti nei tavoli che guardano il porto di Anzio, a pochi passi dall’imbarco degli aliscafi verso le isole Pontine, si possono ordinare piatti come il fragolino con agretto di pomodori verdi, basilico e chips croccanti di verdure del loro orto, oppure i bastoncini di ombrina - loro la chiamano la “caprese di ombrina” - con polvere di pomodoro disidratato, basilico fresco e olio che preludono agli spaghetti con gamberi, calamaretti, asparagi e bottarga di coccio preparata home made, tutto ovviamente con il pesce pescato in queste acque. Da provare ci sono anche un’infinità di piatti con accostamenti insoliti dove il pescato flirta con frutta e verdura: la zuppetta di crostacei con infuso di cachi e menta in piena estate, la gallinella con brunoise di verdure saltate al wok con pane croccante alle erbe, ma poi dalla cucina complice la mano esperta e sapiente di Walter, escono anche ottimi primi come lo “spaghettone Verrigni Anzio” con cozze locali, fragolino e pomodoro secco, anche se gli habitués ordinano spesso il loro cult, lo spaghetto polipetti e pecorino. Arriva all’albaa L’Isola del Pescatore a Santa Severa con i tavoli all’ombra dell’omonimo castello, il peschereccio di Enea Fornari. È lui che ogni notte non senza l’aiuto dei fratelli Mario e Sergio Crocini, pescatori da sempre, esce per dirigersi a Macchia Tonda al largo di queste acque, una zona dove il fondale è assai sabbioso e pesca ricciola, leccia, palamita, orata e sarago. Quando la spiaggia non è ancora affollata, rientra di fronte al ristorante e scarica il pescato dai Fratelli Quartieri – Fabio e Vittorio – che gestiscono il locale, una divertente palafitta sulla sabbia, insieme ai nipoti Marco e Stefano. Per mangiare si può prenotare il nuovo tavolo speciale solo per due o al massimo quattro persone che si trova sotto il piccolo pergolato con l’incannucciata e godere del sole o del tramonto mentre si gustano a pranzo o a cena la ricciola alla siciliana con pomodori, olive e capperi, la tartare di palamite, il tagliolino con filetti di pescato del giorno e pomodorino, una bontà anche per i palati più esigenti. Anche nei tavoli all’interno con le grandi vetrate affacciate verso il castello di Santa Severa, accomodati sulle sedie in legno celeste, si cede al piacere di un sarago all'acqua pazza o alla griglia con un battuto di prezzemolo, capperi e un filo d'aceto o di un’orata al vino bianco, piatti semplice ma che con pesce freschissimo d’amo diventano una vera prelibatezza.

A Roma invece per avere la certezza di mangiare pesce fresco, pescato nelle acque al largo di Civitavecchia, si va direttamente in pescheria, o meglio all’Osteria Pescheria Sor Duilio, lontano dal centro e dai soliti ristoranti, un locale defilato sulla via Tiburtina. Tra i palazzoni anonimi di periferia si scorge l’insegna e una volta entrati ci si trova di fronte a un grande banco dove svetta quasi tutti i giorni, eccetto il giovedì, il lunedì e la domenica, il pescato proveniente dai loro pescherecci di Civitavecchia. I proprietari sono i fratelli Omar e Jonata Iengo con papà Sergio, pescatori e pescivendoli da cinque generazioni. Il Sor Duilio dell’insegna era il nonno di Omar e Jonata che da qualche tempo accanto al banco di pesce hanno messo pochi tavolini e una lunga mensola con gli sgabelli alti dove poggiarsi per mangiare il loro pesce fresco. La pescheria è aperta dalle 7 alle 21 e in molti vengono qui per comprare carpacci, saraghi o ricciole da mangiare a casa. Qualcuno però si ferma ai tavoli a pranzo e cena e scegliendo dalla lavagna ordina qualche specialità del giorno. Niente bollitore per la pasta e niente frittura qui: il pesce si mangia crudo o cotto sulla pietra di sale infuocata, ma in più la mamma di Omar e Jonata ogni tanto prepara una lasagnetta di mare che è una squisitezza. Insomma la materia prima qui non la si modifica più di tanto e in un’atmosfera easy si mangiano involtino di spatola, croissant di gamberoni, sautè di arselle o canestrelli, ottima zuppa di granchio. “Per i crudi c’è rigorosamente l’abbattitore” tiene a sottolineare Omar “e in molti vengono da noi a pranzo per mangiare in modo sano e leggero anche una zuppetta di pesce servita con i crostoni di pane”.
In un ambiente elegante, frequentato dalla Roma che conta tra politici, mondo della finanza, ministri, volti noti e giornalisti di grido, il menu è sempre un prodigio a Il Sanlorenzo, ristorante chic quanto basta a pochi passi da Piazza Farnese e Campo de’ Fiori. I patron Enrico Pierri ed Elena Lenzini ricevono ogni giorno il pesce dal peschereccio di Gigi Mercurio, pescatore ponzese doc che esce al largo nelle isole pontine con ogni temperatura e stagione. Il locale è un tempio della cucina marinara in pieno centro che non ha svenduto la sua anima malgrado la clientela sia sempre numerosa e assai vip. I crudi qui restano tra i migliori in circolazione. Già, perché è vero che la materia prima conta parecchio, poi però è indispensabile che in cucina la trattino bene e non la mortifichino con trovate insulse. Già lo stuzzichino classico composto da arancino napoletano, cartoccio di alici e polpettine di merluzzo, è un bel biglietto da visita ma negli ultimi tempi hanno aggiunto anche una brioche di ricotta di bufala e limone servita con acciughe di Ponza salate da loro e poi messe sott’olio e condite con timo e limone, una vera squisitezza. Dalla cucina sotto la regia di Enrico Pierri, lo chef Pietro Valoroso fa arrivare sui tavoli con tovaglie in lino, in un ambiente dove dettagli e opere d’arte contemporanea flirtano con mobili antichi, alici, merluzzi, ricciole, gamberi, scampi, le ultime granseole tra fine maggio e i primi di giugno, nonché pesce spada, dentici, occhione, tutto dal loro peschereccio. Cosa ordinare in questo periodo? Tartare di merluzzo con colatura di alici, i gamberi rossi con maionese all’arancio, ricci e melone estivo, i tagliolini con gamberi rossi cotti e crudi e il delicato tortello di granseola con succo di pomodoro crudo e timo, un’esplosione di sapori per le papille gustative.

TESTO DI LOREDANA TARTAGLIA - FOTOGRAFIE DI GILBERTO MALTINTI WWW.PARIOLIFOTOGRAFIA.IT

L’Isola del Pescatore
Via Cartagine 1 – Santa Severa, tel. 0766.570145. Orari: 12.30-15/19.30-23. Chiuso mai. C/credito: MC, Visa, AE. Prezzo medio 55 euro.
Piatti: ricciola alla siciliana con pomodori, olive e capperi 20 euro, tartare di palamite 17 euro,
tagliolino con filetti di pescato del giorno e pomodorino 17 euro, sarago all'acqua pazza o alla griglia con un battuto di prezzemolo, capperi e un filo d'aceto 28 euro, bucatini cozze e pecorino 16 euro, orata al forno con le patate 28 euro.

Romolo al Porto
Via Porto Innocenziano, 19 – Anzio, tel. 06.9844079. Orari: 12.30-15.30/19.30-23.30. Chiuso lunedì a pranzo e mercoledì a pranzo. Prezzo medio 55 euro.
Piatti:fragolino con agretto di pomodori verdi, basilico, olio di cultivar itrana e chips croccanti di verdure del loro orto 21 euro, caprese di ombrina con bastoncini di ombrina con polvere di pomodoro disidratato, basilico fresco e olio 15 euro, spaghetti con gamberi, calamaretti, asparagi e bottarga di coccio preparata home made 13 euro.

Osteria Pescheria Sor Duilio
Via delle Cave di Pietralata 44-46, tel. 06.41787439. Orari 12-15; aperitivo 18.30-20.30; cena  20.30-23. Chiuso giovedì, lunedì, domenica. C/credito: MC VISA. Prezzo medio 35 euro.
Piatti: carpaccio di gamberoni 10 euro, lasagnetta ai frutti di mare 12 euro, sautè di arselle 12 euro,
sarago, pezzogna, marmora cotti sulla pietra di sale rosa infuocata 3,50 euro l’etto.

Il Sanlorenzo
Via dei Chiavari 5, tel. 06.6865097. Orari: 13-14.30/20-23. Chiuso sabato a pranzo; domenica. Prezzo medio 85 euro. C/credito: MC, Visa, AE.
Piatti:tartare di merluzzo con colatura di alici 16 euro, gamberi rossi con maionese all’arancio, ricci e melone estivo 24 euro, tagliolini con gamberi rossi cotti e crudi 24 euro, tortello di granseola con succo di pomodoro crudo e timo 24 euro 

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