OTTOBRE 2013 // PIOVONO POLPETTE

<b>Da cesare al casaletto</b> <b>Da cesare al casaletto</b> <b>Da cesare al casaletto</b> <b>Angelina a testaccio - Roma</b> <b>Angelina a testaccio - Roma</b>
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vecchie cucine: il ritorno del trito

Piovono polpette. Al sugo, in bianco con pinoli e uvetta, fritte o con salsetta al pistacchio e a Roma ce n’è per tutti i gusti. Le palline tonde e golose fatte come una volta con il bollito, sfilacciato e amalgamato con uova, parmigiano, brodo, sale, pepe, nonché ridotto a palline panate nell’uovo e nel pangrattato gettate nell’olio bollente, le prepara in modo egregio Leonardo Vignoli, titolare e chef della
neo-trattoria da Cesare al Casaletto che lui ha preso in gestione qualche anno fa mantenendo il vecchio nome. Il patron che ha conservato pressoché intatto anche un pergolato con i tavoli all’aperto, dove a ottobre si mangia sotto l’uva matura, è un maestro di polpette e chi viene qui le ordina appena seduto come antipasto. Nessuno le perde servite su un piattino rettangolare – tre per ogni porzione - con tanto di pesto al basilico senza aglio. “Ormai sono un must del locale” dice Leonardo Vignoli che ogni giorno prepara prima il bollito con tutti gli odori e dopo averlo cotto lo sfilaccia e lo mescola con gli ingredienti in un impasto soffice dove non manca mai il pane bagnato nel latte e “un po’ di brodo che conferisce morbidezza all’impasto”. Ma in questo locale tra il Gianicolo e il quartiere di Monteverde dove si mescolano abitanti del quartiere con qualche volto noto, lo chef in autunno mette in menu talvolta tra le pietanze anche le classiche polpette di carne di vitella e di manzo al pomodoro che affondano le radici nella tradizione romanesca, mentre un’attenzione speciale è riservata ai vegetariani che possono ordinare invece gustose meatballsdi melanzane con menta e pecorino, passate in una panatura grossolana di pane, fritte e servite con una saporita salsa all'arrabbiata a base di pomodoro, peperoncino e aglio. E se tutto può essere ridotto in polpette, anche nei due nuovi indirizzi Diquà e Dillà – i proprietari sono gli stessi della Buvette, uno storico bar romano a pochi passi da piazza di Spagna che nelle due strade limitrofe hanno aperto questi due nuovi locali ed ecco il perché dell’insegna – svettano in menu le polpette che più romane di così non si può. In via Mario de’ Fiori tra una boutique elegante e griffes esclusive si intravedono i tavoli vintage e le sedie scompagnate di Dillà dove signore in pausa shopping o manager in pausa pranzo si concedono un buon piatto dove nell’impasto classico con carne di vitella, pane bagnato nel latte, uova, parmigiano, pecorino, sale e pepe, compaiono anche mortadella, carote e sedano tritate finemente, nonché pistacchio macinato. Una volta ottenuto il composto le palline vengono cotte in padella, sfumate con vino bianco e a fuoco spento viene aggiunto ancora pistacchio tritato grossolanamente che si amalgama perfettamente e rende la salsetta molto saporita tanto che “non è raro vedere signori in giacca e cravatta intenti a raccogliere il sugo con il pane” dice scherzando il direttore del locale. A pochi passi, ecco invece Diquà, arredamento simile all’altro locale tra lavagne con su scritto il menu del giorno, tavoli recuperati nei mercatini della Provenza, bancone e tanto di dehors. La cucina è aperta no-stop dalle 11 a mezzanotte e in clima easy tra romani e turisti di passaggio le polpette non mancano mai: qui sono cotte in bianco con pinoli e uvetta “ma nell’impasto aggiungiamo alla carne di vitella anche un po’ di ciauscolo – morbida specialità marchigiana a metà strada tra salame e salsiccia – che rende l’impasto più soffice” sottolineano Mattia Chendi, Giuseppe Giusini e Patrizio Pagnotta, i tre giovani chef che si alternano in entrambi i locali.
Sembra una vecchia e grande macelleria invece Angelina, locale cult a Testaccio aperto tutto il giorno, affacciato con sale che si rincorrono su più livelli e terrazze proprio di fronte al mercato rionale. La carne di manzo tritata a forma di pallottola qui viene servita rossa, ovvero con un sugo di romanissima memoria come quelle delle nonne a base di pomodoro, sedano, carote, cipolla e basilico. Ai carnivori le polpette vengono servite in una grande tazza in ceramica bianca con sottopiatto in legno dal sapore etnico, mentre tutt’intorno svettano vecchie insegne, fiaschi, ganci da macellaio di una volta, ceste e arredi shabby chic. “Ma non dimentichiamo i vegetariani” afferma la proprietaria Anna Lo Presti “e per loro prepariamo polpette di melanzane fritte assai gustose, molto amate anche dai bambini”. Perché le polpette sono un miracolo. Della normalità. 

Articolo della giornalista Loredana tartaglia, fotografie del fotografo Gilberto Maltinti www.pariolifotografia.it

I
ndirizzi
Cesare al Casaletto
Via del Casaletto 45, tel. 06.536015. Orari 12.30-15.30/19.45-23. Chiuso mercoledì.
C/credito: MC, VISA. Prezzo medio 35 euro
Piatti: polpette di bollito servite con pesto al basilico 6 euro, polpette vegetariane di melanzane con menta e pecorino 6 euro, polpette di carne al sugo 11 euro.

Angelina
Via Galvani 24/a, tel. 06.57283840. Orari: 9-24. Chiuso mai. C/credito: MC VISA Prezzo medio 32 euro. www.ristoranteangelina.com
Piatti: polpette di carne al pomodoro 10 euro; polpette vegetariane di melanzane 8 euro

Dillà
Via Mario de' Fiori 41, tel. 06.69797778. Orari: 12-16/18-24. Chiuso mai.
C/credito: MC, VISA, AE. Prezzo medio 30 euro.
Piatti: polpette di carne con salsa al pistacchio 16 euro
DiquáVia delle Carrozze 85/b, tel.06.69925001. Orari: 12-24. Chiuso mai. C/credito: MC, VISA AE.
Piatti: polpette di carne con uvetta e pinoli 15 euro. 


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