Una antica lentezza

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Avanti c'è posto! diceva sempre il bigliettaio...

Un libro di fotografie bellissime, in bianco e nero, per raccontare la storia del trasporto pubblico in città dal 1900 al 1945. Come viaggiavamo Vecchi omnibus, filobus e poche metropolitane: nel volume di Grazia Pagnotta anche i tanti perché sulla metropoli mancata.
 
"Come si viaggiava, in città, un secolo e più indietro nel tempo: può sembrare curioso partire da qui per scrivere un libro, che magari risulti piacevole non solo agli specialisti del genere, ma anche a tutti coloro che semplicemente amano le mille storie di Roma. Ma è proprio ciò che è riuscito a Grazia Pagnotta, la quale pur utilizzando l' erudizione e l' approccio scientifico tipico di chi fa il suo mestiere - l' autrice è docente di Storia dell' ambiente e del territorio all' università Roma Tre - ha ora dato alle stampe un volume in grado appunto di «raccontare», non solo dunque descrivere, una pagina finora poco indagata nel pur vasto settore della romanistica. Titolo del libro, edito da Donzelli, «Dentro Roma, Storia del trasporto pubblico nella capitale dal 1900 al 1945». Una storia di omnibus, vecchi tram e affollati filobus, ma anche una storia che risalendo nel tempo prova a spiegare alcuni (tanti) problemi di oggi: l' inadeguatezza del trasporto pubblico di Roma, sostiene l' autrice, è oggi un' evidenza, come è altrettanto evidente che ciò finisce per segnare negativamente immagine e identità della città. Ma come si è arrivati all' emergenza? «L' attuale fisionomia del trasporto romano ha preso a configurarsi sin dagli anni dieci del Novecento - scrive Pagnotta -. All' inizio del secolo, benché fosse una capitale a scala ridotta, Roma viveva una fase di progettazione; le scelte sul trasporto, tuttavia, furono poco lungimiranti: non fu considerata, per esempio, la costruzione di una rete metropolitana. In seguito, durante il fascismo, si approntò la riforma del trasporto pubblico cittadino del 1930, che escluse il tram dalla viabilità del centro storico, ma anche in questo caso la scelta del cambiamento mancò dell' elemento metropolitana, rivelandosi dunque subito fallimentare; e non fece altro che segnare l' affermazione dell' autobus come mezzo di trasporto privilegiato, con conseguenze nefaste sulla qualità dell' aria in città e sulle condizioni del traffico». Il cronico ritardo della mobilità capitolina risale alle municipalizzazioni del 1909 prima, e poi alla decisione del regime fascista di eliminare dal centro storico la rete su ferro in favore dei nuovi e più costosi autobus, indirizzi urbanistici ma prima ancora politici, che avrebbero candidato la città all' ineludibile destino di fanalino di coda delle metropoli europee e americane (a detta degli esperti il passaggio dal tram all' autobus in assenza di metropolitana era condannato al fallimento). «All' inizio del Novecento Roma era una piccola città, attardata in tutto, cultura, produzione, servizi - si legge nelle oltre quattrocento pagine del volume - e rincorreva quel ruolo di capitale che la sorte le aveva riservato». Roma contava ai tempi poco più di 480 mila abitanti, cifra insignificante rispetto ai 7 milioni di Londra o ai 3 milioni di Parigi, entrambe dotate di metro come New York (4.700.000 abitanti). Ma se è vero che alla giovane capitale mancavano quelle dimensioni demografiche all' origine dell' altrui esplorazione del sottosuolo, è altrettanto vero che per ben due volte, a metà degli anni dieci e durante il fascismo, l' amministrazione locale affrontò l' ipotesi di costruire una rete metropolitana concludendo, nell' uno e nell' altro caso, che si trattasse di un investimento non necessario. L' azienda dei trasporti pubblici divenne così un polo lavorativo certo fondamentale per una città priva d' industria, ma del tutto slegato dallo sviluppo della mobilità urbana con buona pace dell' ottimista Henry James che nel 1909, in Italian Hours, illustrava la nuova linea tramviaria «tra la Porta del Popolo e il Ponte Molle» come un' avanguardia dei «veicoli democratici» che avrebbero accompagnato Roma nella «sua corsa trionfale verso il futuro». Il libro «Dentro Roma. Storia del trasporto pubblico nella capitale (1900-1945)», edito da Donzelli (404 pagine, 29 illustrazioni in bianco e nero, 27 euro il costo della copertina) è stato scritto da Grazia Pagnotta, esperta di storia urbana e docente di Storia dell' ambiente e del territorio presso l' università Roma Tre. *

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