«L' Europeo» e i segreti delle dive indimenticabili

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IL periodico L'Europeo sforna sempre numeri unici di altissimo valore estetico e documentaristico. Come questo numero dedicato alle dive e ai divi del cinema mondiale. Fotografie 

Silvana Mangano, che detestava - proprio lei - «le curve, i seni prosperosi e le gambe tornite». La prima maternità difficile di Sofia Loren, che aspettò Carlo Jr (avuto con il produttore Carlo Ponti, suo marito) «per 15 anni, e ora passerei la vita a guardarlo». E poi Cary Grant che voleva denunciare l' Oscar alla dogana («è d' oro, non voglio storie, io denuncio sempre ogni cosa»), e molte altre storie, tra aneddoto e romanzo, dalle star del passato. Il mensile L' Europeo le fa rivivere, attraverso la penna di Oriana Fallaci, in un numero speciale in edicola da oggi. Insieme al direttore Daniele Protti lo presentano, oggi alle 18 al Lancia Café dell' Hotel Excelsior, Lido di Venezia, il presidente della Biennale Paolo Baratta, il direttore della Mostra Alberto Barbera, il critico Claudio Carabba, Vania Traxler di Archibald Film e Roberto Cicutto, dell' Istituto Luce-Cinecittà. Ma la voce che non ci sarà, e che tuttavia sarà impossibile non sentire, è quella della giornalista Oriana Fallaci: sue, infatti, sono quasi tutte le interviste raccolte nel quaderno (tranne due «cammei» di Lietta Tornabuoni), apparse sull' Europeo tra il 1958 e il 1969, decennio d' oro del grande cinema. E delle dive italiane (unica eccezione, al maschile, l' attore americano Cary Grant) raccontano gli aspetti più umani e spigolosi. Come quando Monica Vitti parla di «incomunicabilità», e la giornalista la rimbecca: «Signorina, non le pare che questo vocabolario sia un tantino ridicolo?». O quando la Lollo le confessa di aver «pianto tanto, quando annunciai che aspettavo un figlio e lei scrisse quell' articolo così cattivo...» e la Fallaci la rimbrotta: «Sono portata a ridimensionare i miti, è il lavoro di un giornalista». Ma ci sono anche profili più dolci, come quello di Alida Valli «e la sua bellezza nordica, onesta, robusta dentro e fuori»; di Giulietta Masina, «dall' aria dignitosa e perbene», che mostra a Fallaci la casa «con il tono delle signore che fanno vedere il salotto buono alle amiche» e le lascia cognac e sigarette per l' intervista con il marito, Federico Fellini; di Virna Lisi, «che ha sangue freddo e faccia tosta»; e poi Anna Magnani, Elsa Martinelli, Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli. Una galleria di ritratti corredata da foto (d' autore: Evaristo Fusar, Dino Jarach, Duilio Pallottelli), per il primo di tre numeri sulla storia del cinema italiano: i prossimi saranno dedicati agli attori e ai registi.

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