La bellezza di Librino (ri)scattata dai bambini

  • Slide thumbnail
  • Slide thumbnail

Suggestivo e sociale: 30 mila ritratti sopra i palazzoni di cemento. Il progetto di Antonio Presti con Reza Deghati nel quartiere a rischio di Catania

Vuole essere la vittoria della gente in carne ed ossa contro le fredde cattedrali di cemento. A progetto ultimato il «popolo della bellezza» si sarà impadronito di ogni metro quadrato dei palazzoni di Librino. Più che le case saranno le facce a raccontare cos'è realmente questo quartiere per troppo tempo considerato il simbolo del degrado di Catania.

È l'ennesima sfida del visionario Antonio Presti, il creatore di Fiumara d'Arte che ormai da anni ha scommesso sul riscatto di Librino con l'arma della bellezza. I colori e la fantasia hanno già trasformato un anonimo cavalcavia in cemento nella «Porta della bellezza» mentre poeti e scrittori hanno svelato la forza rivoluzionaria dei sentimenti. Ora Presti punta a far diventare delle opere d'arte i volti della gente di Librino visti con gli occhi degli stessi ragazzi del quartiere. Sono proprio loro i protagonisti del «Laboratorio sperimentale di fotografia», promosso dalla «Fondazione Fiumara d'Arte» con la collaborazione del maestro Reza Deghati, il grande fotografo iraniano del National Geographic.
 
Un paziente lavoro di indottrinamento andato avanti per circa due anni col tutoraggio di sei fotografi locali. Nozioni tecniche ma soprattutto potenti stimoli per risvegliate i registri del cuore e fare dei ragazzi i narratori per immagini del quartiere. Coinvolti centinaia di studenti delle scuole dell'obbligo che hanno prodotto oltre trenta mila scatti che scavano nell'anima vera di Librino.
«Incontrare questi ragazzi - ha confessato Reza Deghati - è stata un grande emozionante. Ho guardato la luce dei loro occhi, ho ascoltato i loro sogni, li ho accompagnati in un viaggio bellissimo fatto di arte, di immagini, di realtà quotidiane impresse per sempre sulla memoria delle loro macchine fotografiche e nei loro cuori. Ho lavorato con i bambini di molti Paesi del mondo, ma devo ammettere che l'impegno e l'entusiasmo dei ragazzi di Librino è stato straordinario». I ragazzi-fotografi sono arrivati là dove è impossibile per qualunque professionista. Chi meglio dell'occhio di un figlio può cogliere l'essenza di un interno famigliare?
Quegli scatti sono così diventati un patrimonio di emozioni per raccontare Librino in un modo totalmente diverso da come fanno giornali e televisione. Il materiale già archiviato sarà ora catalogato e messo a disposizione di tutti nell'ambito del «Museo dell'Immagine-Terzocchio Meridiani di Luce». «Sarà il più grande museo fotografico a cielo aperto - spiega Presti - un archivio civile, antropologico e artistico che mostrerà i visi, gli sguardi, l'anima di oltre 30.000 persone di Librino e Catania». Materiale che con adeguati supporti multimediali sarà proiettato sulle facciate cieche dei palazzoni del quartiere. *
 
 
 
http://www.corriere.it/cultura/eventi/2011/fotografica/notizie/sciacca-la-storia_ae88b9ac-1aa6-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml

http://palermo.repubblica.it/multimedia/home/23248743/4



CHI SIAMO

PARTNERS
PARIOLI FOTOGRAFIA via francesco siacci, 2/c - ROMA
CELL. +39.339.7781836 - P.I. 10691630585

GALLERY

LOCATION