Soprintendenza di Roma racconta

Scritto da Gilberto Maltinti

28 Settembre 2021

Un archivio e unico nel suo genere che custodisce gelosamente circa 20.000 positivi, 19.400 negativi in pellicola e 5.200 lastre di vetro in vari formati: un vasto patrimonio di immagini, composto da due fondi, uno della ex Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici del Lazio e un altro prodotto dalla ex Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma. Basta digitare #SoprintendenzAperta e come per magia si entra nell’Archivio fotografico che narra la storia di questa grande città.

Grazie all’impegno di storici e archivisti ogni settimana, sui social Facebook e Instagram della Soprintendenza, sarà presentato un capitolo della storia romana tratto dal suo Archivio Fotografico. Tra questi, gli interventi conservativi dell’Acquedotto romano a Porta Furba, la Basilica di San Lorenzo fuori le mura dopo il bombardamento del 19 luglio del 1943, i restauri della Basilica di Santa Sabina all’Aventino, e scene che narrano la vita di un tempo: le strade del centro storico, gli abiti d’epoca e gli strumenti e i metodi di lavoro di quasi un secolo fa.

Immagini in bianco e nero, testimonianze di un’altra epoca, lontana

In questo vasto archivio si può trovare la documentazione dell’attività di tutela svolta a Roma attraverso gli scatti realizzati in occasione dei cantieri di restauro, delle campagne vincolistiche e della catalogazione, ma anche in momenti di particolari emergenze. Le immagini compongono il mosaico della storia conservativa di edifici e decorazioni a partire dagli anni Trenta del secolo scorso.

  • Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
  • Archivio Fotografico di Roma
  • #soprontendenzAperta
  • lastre fotografiche
  • negativi fotografici
  • positivi fotografici
  • pellicole fotografiche

Si trata di negativi di grande valore che integrano materiale disperso

In questo vasto archivio si può trovare la documentazione dell’attività di tutela svolta a Roma attraverso gli scatti realizzati in occasione dei cantieri di restauro, delle campagne vincolistiche e della catalogazione, ma anche in momenti di particolari emergenze. Le immagini compongono il mosaico della storia conservativa di edifici e decorazioni a partire dagli anni Trenta del secolo scorso.

La fotografia se ben archiviata fa la storia della Capitale d’Italia

La Soprintendente Speciale Daniela Porro, a capo della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, è felice di questa iniziativa apre virtualmente le porte del suo archivio fotografico. E così basta un hashtag giusto per fare un passo indietro di quasi 90 anni e vedere una Roma che non c’è più.

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“Questo libro parla di un viaggio, sia fisico che spirituale, fatto di esperienze e sentimenti, svolto in tanti anni e attraverso cento luoghi, eppure senza tempo e immobile. Un tuffo profondo nell’anima umana. La vita mi ha portato a testimoniare sofferenza e crudeltà. Era stata una mia scelta, e il mio compito era combattere quella crudeltà e alleviare quella sofferenza”.

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