Viaggio Fotografico TERRE MUTATE – Vincitore categoria Facebook Premio Internazionale di Fotografia “Agnese Meotti”

viaggio fotografico Appennino

Scritto da Gilberto Maltinti

17 Maggio 2022

TERRE MUTATE

Un viaggio fotografico lento nel cuore dell’Appennino, attraverso le mutazioni del paesaggio antropologico e naturalistico create dai terremoti del 2009 a L’Aquila e del 2016 nelle Marche, in Umbria, Lazio e Abruzzo.

Ho voluto raccontare lo stato di abbandono fisico e psicologico della terra, ancora oggi profondamente segnata dalla devastazione del terremoto, e sostanzialmente abbandonata dallo Stato Italiano che poco o niente ha ricostruito.

Ho visto borghi e paesaggi ricchissimi di storia e biodiversità, costruendo un percorso solidale e di conoscenza e vivendo momenti di relazione profonda con l’ambiente naturale e con le persone che vivono nei luoghi trasformati dal sisma, ancora ospiti di casette prefabbricate, poco più di stalle fredde d’inverno e calde d’estate. Da Fabriano a L’Aquila, oltre 250 km di cammino nel cuore dell’Appennino.

Con questo Viaggio fotografico Appennino ho attraversato i territori e sono entrato in contatto con le comunità di quattro regioni del centro Italia (Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio), lungo i sentieri escursionistici e ciclabili di due importanti aree protette:

il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.

Nelle Terre Mutate qualcosa è cambiato.

La forza della natura ha prodotto mutamenti alla geografia, ai manufatti e soprattutto alle persone, generando storie, protagonisti e progetti di rinascita meritevoli di essere raccontati, conosciuti e soprattutto supportati.

Le Terre Mutate restano piene di vita e di voglia di ricominciare, sono popolate da gente determinata che, nonostante le ultime scosse, resiste e non getta la spugna.

Un viaggio fotgrafico per mostrare nelle Terre Mutate che le persone sono diventate le vere protagoniste del cambiamento: a Illica, totalmente rasa al suolo in pochi minuti, Clementina e Davide mostrano le fondamenta della loro casa che non c’è più.

Davide siede esattamente lì dove c’era la loro cucina. Perché restare è importante quanto resistere. Forse di più.

 

 

 English Version

MUTATED LANDS

A slow photographic journey into the heart of the Apennines, through the changes in the anthropological and naturalistic landscape created by the 2009 earthquakes in L’Aquila and 2016 in the Marche, Umbria, Lazio, and Abruzzo regions.

I wanted to tell the state of physical and psychological abandonment of the earth, still deeply marked by the devastation of the earthquake, and substantially abandoned by the Italian state that has rebuilt little or nothing.

I saw villages and landscapes rich in history and biodiversity, building a path of solidarity and knowledge and experiencing moments of profound relationship with the natural environment and with the people who live in the places transformed by the earthquake, still guests of prefabricated houses, little more than cold stalls in winter and hot in summer.

From Fabriano to L’Aquila, over 250 km of walking in the heart of the Apennines.

With this Apennines photographic journey, I crossed the territories and came into contact with the communities of four regions of central Italy (Marche, Umbria, Abruzzo, and Lazio), along the hiking and cycling trails of two important protected areas: the Monti Sibillini National Park and the National Park Gran Sasso and Monti della Laga.

Something has changed in the Mutated Lands.

The force of nature has produced changes to geography, to artifacts and above all to people, generating stories, protagonists, and projects of rebirth worthy of being told, known, and above all supported.

The Mutated Lands remain full of life and the desire to start over, they are populated by determined people who, despite the latest shocks, resist and do not throw in the towel.

One Apennines photographic journey to show in the Mutated Lands, how the people have become the real protagonists of the change: in Illica, totally razed to the ground in a few minutes, Clementina and Davide show the foundations of their home that is no longer there.

Davide sits exactly where their kitchen used to be. Because staying is as important as resisting. Maybe more.

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